Caserma Castelverde, il Campidoglio si fa bello con il lavoro del Municipio

Caserma Castelverde, il Campidoglio si fa bello con il lavoro del Municipio

Per una manciata di voti, cosa si è disposti a fare! PD romano allo sbando e senza identità, si fa bello con la caserma di Castelverde, grazie al lavoro del Municipio

La batosta delle elezioni politiche deve aver lasciato il segno al povero PD romano, sempre più in crisi. Non solo crisi d’identità, una vera e propria crisi politica, con un’emorragia costante di voti. Una crisi talmente profonda che porta l’Assessore Veloccia a farsi bello con il lavoro del Municipio VI per quanto riguarda la caserma di Castelverde.

Prima di ricostruire la vicenda, partiamo dalla notizia buona: è stata approvata la Delibera di Giunta che avvia formalmente l’iter per realizzare una caserma di Carabinieri a Castelverde, come da anni i cittadini di quel versante chiedono.

Prima della delibera c’era solo il Municipio

Oggi si vedono post e pacche sulle spalle tra consiglieri PD che mai si erano visti lavorare su questa tematica. Fino a ieri, però, il Municipio VI delle Torri era solo a lavorarci, con un Campidoglio mai pervenuto. Ma ricostruiamo con ordine.

A novembre 2021, a meno di un mese dall’insediamento del Presidente Nicola Franco e della sua Giunta, il Municipio iniziava le operazioni per avviare l’iter di realizzazione della caserma di Castelverde. Le istituzioni municipali, infatti, hanno contattato e incontrato per prime il curatore fallimentare della proprietà dove andrà a sorgere la caserma, per poi incontrare gli altri attori fondamentali: il tecnico della CTU incaricato dal tribunale fallimentare, il Comandante della Stazione San Vittorino e quello della Compagnia di Tivoli, il Comandante provinciale e il Comandante regionale dei Carabinieri. Una volta incontrati singolarmente e riunite sinergicamente le intenzioni e competenze di ciascuno, il Presidente Franco esultava per l’incontro nel gennaio 2022 presso l’Assessorato Urbanistica di Roma Capitale: “È da poco  terminato l’ incontro all’ Assessorato Urbanistica di Roma Capitale per  definire il percorso finale  che porterà all’ apertura della nuova Caserma dei Carabinieri  a Castelverde”.

Un nuovo incontro con Veloccia a marzo, poi a luglio

L’Assessore Veloccia aveva chiesto tempo, a gennaio, per verificare con gli uffici le proposte del Municipio. Proposte che poi sono state confermate a marzo in un secondo incontro presso l’Assessorato Urbanistica. “L’impegno era che entro giugno 2022 – racconta il Presidente Franco – l’Assessore Veloccia avrebbe portato una prima Delibera di Giunta che era sufficiente al curatore fallimentare per chiedere al giudice di mettere all’asta la proprietà su cui dovrà sorgere la caserma”.

Dopo marzo, arrivano aprile e maggio, quindi giugno. E nessuna delibera era stata portata in Giunta. “A luglio chiediamo un nuovo incontro con l’Assessore Veloccia – spiega il Presidente Franco – perché il Comitato di Quartiere ci informava di un incontro privato in cui l’Assessore parlava di una risoluzione della pratica non prima di 2-3 anni. Quando a noi, invece, ci aveva assicurato di risolvere tutto entro pochi mesi”.

Arriva la Delibera dopo quasi un anno

Forse grazie alla dovuta pressione del Municipio, il Campidoglio sforna la Delibera che avvia formalmente l’iter per la caserma. “È normale che la Deliberi spetti all’Assessore – continua ancora Franco – ma se il decentramento amministrativo fosse già stato fatto e i Municipi avessero i loro poteri, avremmo portato questa Delibera molto tempo fa, visto che siamo stati noi a credere e concretizzare il sogno di tutto il quadrante est della Capitale”.

“Senza il Municipio – prosegue il Presidente Franco – l’Assessore Veloccia e il Campidoglio non avrebbero saputo intraprendere questo percorso. Una volta messi insieme i pezzi del puzzle, siamo andati dall’Assessore competente, visto che il Municipio non può far partire i lavori, portandogli tutto l’occorrente per iniziare. Infatti, ci aveva garantito che per giugno si sarebbe visto qualcosa. E invece nulla”.

Caserma Carabinieri Castelverde: tutti vogliono metterci il cappello, ma a lavorarci è stato solo il Municipio

Il Presidente Franco è molto deluso dal comportamento dell’Assessore Veloccia, sorpreso nel becero tentativo di “vendersi” la caserma nell’assemblea pubblica di Castelverde, insieme a tutto il PD locale. Che amarezza. “A ottobre – dichiara Franco – è stato richiesto quattro volte un incontro con l’Assessore e ogni volta l’incontro saltava per un motivo diverso. L’ultimo incontro era stato confermato per mercoledì 2 novembre, senza minimamente accennarmi che l’indomani ci sarebbe stata un’assemblea pubblica nel quartiere”.

Nella serata di giovedì 3 novembre, infatti, si è fatto l’annuncio ufficiale della caserma grazie a questa prima delibera che, è bene ricordare, non rappresenta la fine ma soltanto l’inizio del percorso burocratico-amministrativo. L’annuncio, però, è stato fatto dal PD, escludendo deliberatamente l’ente locale, cioè il Municipio VI delle Torri. Ci rendiamo conto della bassezza?

“Tenere un’assemblea pubblica sul territorio interessato, senza invitare l’ente di prossimità che ha lavorato affinché tutto ciò fosse possibile, è un grave sgarbo istituzionale. Mi dispiace molto – commenta amaramente Franco – soprattutto viste le recenti aperture e collaborazioni con l’Assessore Veloccia, constatare che ancora una volta lo scopo di certa politica è accaparrarsi una manciata di voti, come dimostra la presenza dei consiglieri PD all’assemblea pubblica di Castelverde, senza mai aver partecipato ai lavori per portare la caserma a Castelverde”.

Al di là della ricostruzione, è sicuramente una buona notizia che Castelverde avrà una Caserma dei Carabinieri, così da fornire maggiore sicurezza a un intero quadrante. È però veramente triste vedere come una certa politica, la solita politica, cerchi con mezzucci di prendersi meriti su lavori mai fatti. Come nella vita, anche nella politica, c’è chi lavora e chi parla: e nelle assemblee si vede chi ha parlato senza lavorare.

Flavio Quintilli

Insegnante e giornalista per professione. Da anni al servizio del territorio per raccontare storie di successi e parabole di sventura.

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